AI per ingegneri e architetti: dal calcolo alla progettazione generativa

Il corso

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha trasmesso agli Ordini territoriali, il 9 ottobre 2025, la circolare n. 343/2025, protocollo 10683U, per preparare la categoria all’entrata in vigore, il giorno successivo, della Legge 23 settembre 2025, n. 132 sull’intelligenza artificiale. Alla circolare sono allegati due modelli di dichiarazione per informare i committenti sull’uso di sistemi di AI e un documento tecnico del C3I, il Comitato Italiano per l’Ingegneria dell’Informazione, che analizza responsabilità civili, disciplinari e deontologiche e i riflessi sulla copertura assicurativa. È la fotografia di una professione che sta assorbendo l’intelligenza artificiale nel proprio quadro di regole. Questo articolo esamina cosa fanno oggi questi strumenti negli studi di ingegneria e architettura, e quali nodi professionali aprono: la firma, la verifica dei calcoli, la proprietà degli elaborati, la trasparenza verso chi commissiona.

Certificazione

Verifica finale

Il secondo fronte è meno spettacolare e più redditizio. La verifica di conformità normativa dei progetti, il cosiddetto code checking, applica regole codificate ai modelli BIM: altezze minime, rapporti aeroilluminanti, requisiti antincendio, barriere architettoniche. Ciò che un tecnico controllava tavola per tavola, un sistema lo verifica sull’intero modello segnalando le non conformità, con un margine di errore che dipende dalla qualità del modello e delle regole, e che quindi va conosciuto, non presunto. I computi metrici estimativi si prestano allo stesso trattamento: l’estrazione automatica delle quantità dal modello e l’associazione alle voci di prezzario tagliano una delle attività più lunghe e meno gratificanti dello studio. E in cantiere l’analisi di immagini da telecamere e droni confronta l’avanzamento reale con il programma lavori, intercetta interferenze, documenta le lavorazioni. Sono applicazioni a valore immediato, dove l’errore dell’algoritmo emerge nel controllo umano prima di produrre danni. Per gli studi che partecipano a gare pubbliche c’è un vantaggio ulteriore: la digitalizzazione degli appalti spinta dal Codice dei contratti rende sempre più frequente la richiesta di modelli informativi, e chi ha già automatizzato verifiche e computi arriva alla consegna con margini di tempo che i concorrenti non hanno. Il vantaggio competitivo, in questo segmento, si misura in giorni. Un capitolo a parte merita la diagnostica del costruito. La classificazione automatica di quadri fessurativi da immagini, il monitoraggio strutturale con sensori e modelli predittivi, l’analisi dei dati dei ponti e delle infrastrutture esistenti sono campi dove l’AI amplia ciò che un professionista può osservare. Ma un modello che segnala un’anomalia non sostituisce il sopralluogo: lo rende meglio indirizzato.

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